TURISTI PER CASO A LANZAROTE!!

CHE STORIA!


È incredibile come gli Storici (quelli accademici, con la S maiuscola), in linea di massima, approfondiscano con accanimento scientifico alcuni aspetti e non ne vedano altri, importantissimi: ad esempio, a volte trascurano la posizione geo-strategica dei luoghi. Le Canarie, appunto, sono una tappa fondamentale lungo la rotta degli alisei, i venti che soffiano soprattutto da novembre ad aprile da est verso ovest, e questo è stato storicamente un dato fondamentale. Persino una cassetta di frutta, persino una Volkswagen-Maggiolino riempita di poliuretano espanso (storico!), spinte da venti e correnti, arrivano dall’altra parte dell’Oceano. Persino un equipaggio di velistipercaso ce l’ha fatta! Quindi è molto probabile (per me è quasi certo) che i Fenici, che hanno frequentato le Canarie, da qui siano arrivati in America, ben prima di Colombo. Ci sarebbe, poi, il mistero dei Guanci, una popolazione antichissima, di uomini alti e biondi, che vissero qui fin dal 3.000 a.C.: da dove venivano? Ci sono le piramidi di Guimar, scoperte da Thor Heyerdahl, per non parlare di mura poligonali ciclopiche ritrovate qui alle Canarie sott’acqua, scoperte da un nostro connazionale, che testimonierebbero in modo inconfutabile la presenza da queste parti di una misteriosa civiltà sommersa. Le Canarie riservano buffe sorprese: recentemente è affiorata una nuova isola dal fondale marino, come successe per la leggendaria isola di San Borondon che appariva e scompariva, merito dei vulcani sottomarini che fanno uscire lava dal fondo del mare. Ma – per stavolta – non vorrei parlare di misteri, bensì di ambiente e turismo, un binomio indissolubile, un argomento che le Canarie mi hanno sollevato in modo chiaro. Quindi mi fermo ai dati storici universalmente accettati. Come, ad esempio, il fatto che furono gli italiani (in particolare i genovesi) a ri-scoprire le isole, o meglio, a riattivare questa rotta: Ugolino e Vadino Vivaldi scesero lungo le coste africane, ma non se ne seppe più nulla. Seguendo le loro tracce, Lanzarotto da Varazze, nel 1336, sbarca appunto sull’isola che poi si chiamerà Lanzarote.



LANZAROTE LA VULCANICA

E stavolta vorrei appunto parlarvi, in particolare, del mio viaggio a Lanzarote, un’isola che è anche un esempio significativo di buona politica del turismo e del territorio (pur con tutte le sue contraddizioni). Va detto, prima di tutto, che è bellissima, nera, assolutamente vulcanica. Un pezzo di Sahara che galleggia nell’oceano e che, per fortuna, è temperato dagli alisei. Il paesaggio e il panorama sono particolari e me ravigliosi. Il territorio è naturalmente aspro e apparentemente ben poco fertile. Eppure l’uomo, anche qui, compie miracoli, quando davvero si adatta alla natura: mi hanno colpito soprattutto le particolarissime vigne. Immaginatevi un deserto, interrotto da “virgole” a forma di semicerchio, fatte con muretti a secco di pietra vulcanica. Servono, appunto, a riparare piccoli appezzamenti di terra o, meglio dire, lava e terra, dove si piantano le vigne. La pietra vulcanica porosa lascia passare l’aria, ma ferma il vento. Le vigne vengono ricoperte da sabbia vulcanica, che trattiene la rugiada della notte che, come si sa, è anche un potente mineralizzante. Il risultato è un vino pregiatissimo (mi pare un tipo di Malvasia). Per la sua bellezza e il grado di conservazione Lanzarote era stata dichiarata area protetta della Biosfera dall’Unesco. Ho scritto “era stata” per due motivi: il primo è che non si sa che fine farà l’Unesco dopo che gli Usa hanno deciso di non dargli più neanche un dollaro per essersi macchiato del delitto di riconoscere lo Stato della Palestina; il secondo motivo è che bisogna vedere se Lanzarote saprà conservarsi. Ma come mai Lanzarote – finora – è stata preservata dallo sviluppo eco-IN-compatibile?



È TUTTO MERITO DI CESAR MANRIQUE

Perché qui, nella capitale di Lanzarote, ad Arrecife, nel 1920, nasce per caso Cesar Manrique (poi purtroppo ci muore anche, in un incidente, nel 1992). Manrique è stato un artista a 360 gradi: pittore, scultore, architetto ma, soprattutto, paesaggista ed ecologista. Ha lavorato in tutto il mondo, in particolare in Spagna e America, ma poi è tornato nella sua isola. E con tutta la sua competenza e la sua autorità ha fatto di tutto per preservarla da uno sviluppo turistico dissennato, per non commettere qui a Lanzarote gli stessi errori commessi altrove. E c’è riuscito: Lanzarote è la sua opera d’arte. Mentre Silvia (la mia guida) mi accompagna alla sua casa-museo (a Taro de Tahiche, vicino ad Arrecife), mi racconta che Manrique stese un vero e proprio manifesto per la sostenibilità di Lanzarote, un po’ come l’appello all’Unesco che fece Pasolini per San’a in Yemen. Per fare un esempio: Manrique – da pittore ma anche architetto e urbanista – prima di tutto ha tracciato i confini cromatici entro i quali si doveva costruire o ristrutturare le case. I colori adatti a Lanzarote, secondo lui, sono il bianco (per creare contrasto col terreno vulcanico), ma nel contempo il marrone (per assecondare il colore della terra desertica), e poi il verde (per valorizzare la vegetazione) e il blu (in armonia col mare). Soprattutto ha progettato un’architettura non squadrata e spigolosa (come gli edifici a forma di scatole tanto care agli architetti), bensì sinuosa (io direi femminile), che segua la natura e i movimenti mammellosi della terra dell’isola. Grazie a Manrique e alla sua capacità di coinvolgere i suoi concittadini, Lanzarote è diventata, appunto, un esempio straordinario di armonia fra sviluppo economico (agricoltura e turismo) e ambiente (territorio e paesaggio)
COTTURA AL VULCANO


Lanzarote ha tutto per svilupparsi in modo naturale. L’ho capito anche solo andando al ristorante (ovviamente, uno fatto da Manrique). Detto per inciso: tra i primi esploratori dell’isola ci fu anche, a metà del ‘300, un certo Nicoloso da Recco, che però pare non abbia importato la famosa focaccia di Recco: qui il cibo è diverso. Per esempio ho mangiato le papas arrugadas (patate dolci con aglio e yogurt) lessate però… al vapore del vulcano. Nel ristorante, in pratica, la cucina era alimentata dai vapori vulcanici. Anche il riscaldamento (che qui effettivamente serve a poco) è prodotto naturalmente. Insomma, si può dire che Lanzarote sia davvero il Paradiso? Alfredo Diaz è una autore vignettista ecologista. E mentre mi accompagna verso il Parco naturale nazionale di Timanfaya, mi racconta tutta la sua preoccupazione. Dice che secondo lui la famosa isola-protetta è ormai un ricordo, uno slogan. Lanzarote è in pericolo.





LA SPIAGGIA DEI GUANCI

Alfredo ha insistito per portarmi su una spiaggia, e non perché fosse bella, perché è un luogo significativo. Era una spiaggia popolata da piccole casette di pescatori. Poi l’hanno riempita di terra, facendo in pratica arretrare il mare di diversi metri, e soprattutto coprendo completamente un sito archeologico degli antichi Guanci. E, quando ci sono stata, le ruspe avevano abbattuto le casette e nel grande spiazzo stavano costruendo un grande centro commerciale. Perché? Per il turismo. Alfredo e gli altri suoi amici erano affranti e davano la colpa all’amministrazione, che tradiva le regole lungimiranti di Manrique. Mi è tornata in mente l’Isola Elefantina, lungo il Nilo, in Egitto, dove hanno costruito due alberghi: uno bello e storico, che rispetta l’ambiente, l’altro moderno e brutto. E in quel caso il dilemma era: andiamo in quello bello, con il problema che dalla finestra si vede quello brutto che deturpa il magnifico panorama? Oppure andiamo in quello brutto, che se apri la finestra non lo vedi e quindi godi della bellezza del luogo? E la domanda delle domande è “perché mai il turista deve proprio stare in un albergo, costruito proprio sul posto bello che vuole vedere, se per fare ciò lo rovina ?”. Per me, però, a Lanzarote, è parso fin troppo facile dare la colpa solo a scelte economiche sbagliate: con l’aiuto della traduzione dei miei accompagnatori, ho provato a chiedere il parere dei turisti. Abbiamo spiegato cosa c’era prima, sulla spiaggia. E cosa stavano costruendo. Abbiamo anche accennato alla mutazione del mercatino di prima. E abbiamo chiesto appunto ai turisti: cosa ne pensate, vi piace cosi? Qualcuno ha detto di no, si è dimostrato addolorato e indignato. Ma qualcun altro ha detto che sì, una bella spiaggia con un bel supermercato gli andava bene, gli faceva comodo. E allora la conclusione non può che essere la stessa, a Lanzarote, sul Nilo, come alle Cinque Terre dove il territorio maltrattato si è vendicato, così come in Turchia dove un prorompente sviluppo sta facendo cose belle ma anche brutte, o in Polinesia e in qualunque altro posto: siamo noi turisti a determinare tutto questo. Se la smettiamo di chiedere gli albergoni o i centri commerciali, se disertiamo i luoghi in cui si fanno queste scelte, diamo un segnale forte e inequivocabile. E il famoso mercato, quella che viene definita “l’offerta”, dovrà rispondere alle nostre domande. Per questo la nostra domanda deve essere forte e chiara. E dobbiamo assumerci le nostre responsabilità! A proposito: io sono stata a Lanzarote qualche anno fa. E adesso, com’è? Se ci siete stati recentemente, ci fate sapere? Hanno, poi, davvero fatto il centro commerciale sulla spiaggia dei Guanci e dei pescatori? E, se vi apprestate ad andarci, per favore andate a controllare! Facciamo girare la voce, perché mi dite che senso ha fare i turisti in un mondo distrutto?!
Buon viaggio!
ESTRAPOLATO DA: http://turistipercaso.it/lanzarote-canarie/64472/lanzarote-unisola-eco-compatibile.html

IL SUPER ATTESO IRONMAN



















Una delle gare più dure del mondo si disputa nel mese di maggio a Lanzarote. L’Ironman Lanzarote Canarias Triathlon raduna annualmente centinaia di atleti che devono superare tre prove ardue, costituite da 3,8 chilometri di nuoto, 180 chilometri di bicicletta e 42 chilometri di corsa.

IRONMAN - LANZAROTE

3,8 km Nuoto - 180 km Bici - 42 km maratona

Il piú duro al mondo


Il triathlon è articolato su tre prove che si svolgono senza soluzione di continuità e sono - sia pure basate su diverse distanze a seconda della categoria - comuni a tutti gli atleti: nuoto, ciclismo e corsa
Nella distanza olimpica e sulle distanze più brevi viene permesso ai concorrenti di stare in scia nella frazione ciclistica. Questa regola è applicata ai Giochi olimpici così come in tutte le gare che vengono svolte in Italia. Nel nostro paese il divieto della scia vale solo per le distanze superiori a quella olimpica.All'estero invece è vietato rimanere in scia su qualsiasi distanza e la maggior parte delle gare vengono svolte rispettando questa regola.

Distanze non ufficiali:
Ironman 70.3: 1,9 km di nuoto (1,2 miglia) 90 km in bicicletta (56 miglia) 21,097 km di corsa, mezza maratona (13,1 miglia) (1,2+56+13,1=70.3)
Half Ironman: metà la distanza superlunga
Double e Triple Iron: 2 o 3 volte la distanza superlunga
Decatriathlon o Decaironman: 10 volte la distanza superlunga (in 18 giorni)











(Da Wikipedia, l'enciclopedia libera)


19 MAGGIO 2012
Non c'è altro luogo in cui il potere creativo e distruttivo della natura splende più che in Lanzarote. Una delle sette Isole Canarie, territorio spagnolo, e solo 120 km dalla costa occidentale dell'Africa. Qui si svolge ogni anno l'ironman più duro del mondo.
Race day
Race Day E 'importante che gli atleti usino una crema solare. Il sole di Lanzarote è molto forte e può provocare gravi ustioni. E 'anche essenziale mantenere una buona alimentazione e l'idratazione .

Swim
Ci sarà una via d'uscita in modo che tutti gli atleti partiranno allo stesso tempo. La spiaggia è divisa in tre sezioni: i primi a partire saranno i professionisti, dietro l'arco verde in uscita Club La Santa aspetteranno i partecipanti che pensano di finire entro 65 minuti e dietro l'arco color giallo Club Il Santa ci saranno gli atleti che vogliono un inizio di carriera piu' tranquillo. E 'importante che si sceglie il gruppo più appropriato per il proprio ritmo di gara. Consigli per nuotatori: 1. Rilassatevi e immaginatevi il percorso. 2. Assicurati di avere la cuffia numerata e controlla el cinghino degli occhialini. 3. Se non sei un atleta professionista considera la tua posizione di partenza (i più forti nuotatori sono posti davanti e dietro i nuotatori più deboli.) 4. Curvando non nuotare troppo vicino alle boe e agli altri nuotatori . 5. Di solito c'e'una corrente a Playa Grande Bay, che ti sarà di grande aiuto. 6. Uscendo dall'acqua dopo il primo turno cogli l'occasione per goderti l'atmosfera e gli applausi degli spettatori. 7. Uscito dall'acqua, assicurati di indossare correttamente la ChampionChip prima di salire sul tappeto cronometro. Vedrai che se hai bisogno di cambiarlo puoi richiederne uno ai volontari. 8. In caso di problemi durante il nuoto, fare un segnale per il salvataggio e verranno ad aiutarti. L'atleta deve conoscere il percorso di nuoto, che può trovare nel centro di registrazione del Club La Santa.

Bike Ride
La bici da pista ha un calo complessivo di circa 2550 metri sul livello del mare, pertanto si consiglia di utilizzare le seguenti modifiche: 13-24 (posteriore), 52-39 (anteriore). È possibile trovare un forte vento laterale, in particolare nel nord dell'isola. Anche se i partecipanti sono responsabili della riparazione e la manutenzione della bici con i loro strumenti e senza un aiuto esterno, possono utilizzare il servizio ufficiale di assistenza meccanica durante la gara. Vogliamo anche ricordare che, anche se il traffico sarà controllato per tutto il viaggio, dobbiamo sempre essere consapevoli sulle strade.

Maratona
Non forniamo borse con cibo per la maratona, ma possono essere consegnate il Sabato mattina dalle 0.500 ore e 0.630 ore nella zona di transizione, insieme con il sacchetto personale per la bicicletta. Devono essere contrassegnati con il numero di gara. Ci sarà un area adibita a 50 metri dopo la stazione di primo soccorso. Il sacchetto è responsabilità dell'atleta. La persona che ti consegna la borsa può seguirti per pochi passi con il sacchetto fino a quando non lo prendi. Gli atleti devono seguire tutte le istruzioni di gara. Tutti gli atleti possono essere sottoposti a un test antidopping, tra cui EPO. Se si è scelti , una persona dello staff ti stará con te e ti spieghera tutto quello che devi fare.




FOTO IRONMAN LANZAROTE 2011



 
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